Please enable JS

Fortezza di Fossombrone

La Fortezza di Fossombrone

dal villaggio di capanne alla fortezza di Transizione

             L'ex municipium di Forum Sempronii (PU) nella valle del fiume Metauro, costituisce un esempio di slittamento topografico che vede il trasferimento del nucleo direzionale e difensivo di una città su un’altura posta all’esterno del centro antico, senza che quest’ultimo venga totalmente abbandonato.

             Non sono mai state trovate tracce, a Forum Sempronii, di una fine violenta, non ci sono segni di incendi o devastazioni, per cui i dati archeologici parlano piuttosto a favore di un lento abbandono e di una progressiva rovina delle strutture dal IV al VI d.C. In questo modo e in maniera progressiva la città in pianura si spoglia della popolazione e probabilmente viene spogliata anche di parte degli elementi architettonici che la costituivano.

             Un primo scavo archeologico da noi eseguito nel 2009 sul colle di Sant'Aldebrando ha portato a risultati inaspettati: tra questi le testimonianze relative alla presenza, in epoca carolingia, proprio della cattedrale di S. Maria Maggiore.

                                                                                  

             Il colle di Sant'Aldebrando si erge a monte dell'odierno abitato di Fossombrone (PU, Marche) in posizione di dominio sulla sottostante consolare Flaminia. Presso il sito d'altura, quantomeno nel IX secolo, era presente la cattedrale della civitas vescovile dedicata a Santa Maria Maggiore (con l'episcopio). Tra XIII e XIV secolo i papi vi fondarono una rocca a controllo della limitrofa civitas, il cui primo nucleo sorgeva nell'area oggi denominata "della Cittadella". Il complesso della rocca passò poi di mano tra i Malatesti e i conti di Montefeltro, per entrare definitivamente nel ducato di Urbino (XV secolo) ed esser trasformato in fortezza, su progetto dell'architetto senese Francesco di Giorgio Martini.

             I dati maggiormente significativi relativi allo scavo, in corso, condotto presso la fortezza forsempronese provengono dall'area ovest della Cittadella dove sono stati rinvenuti resti di capanne altomedievali.

            

             Le capanne (due, ad oggi) s'impostano direttamente sul crollo di una d'età imperiale villa, senza strati intermedi anche dovuti al semplice deposito di terra da parte di agenti atmosferici, ci lascerebbe propendere per una datazione al VI-VII secolo calibrabile anche attraverso alcuni frammenti di pietra ollare rinvenuti nell'area.

             Pensiamo ad una veloce rioccupazione del sito, come avvenne in numerosi altri contesti del genere. I dati demici emersi dallo scavo del sottostante municipium di Forum Sempronii aiuterebbero a ritenere plausibile un parziale spostamento già nel VI-VII secolo con preliminare coesistenza dell'abitato antico (in via di spopolamento) e del nuovo, pionieristico.

             Riteniamo pertanto di poter attestare una rioccupazione, nel VI secolo, di una azienda latifondistica posta in altura a debita distanza dal municipium, abbandonata tra IV e V secolo. Abbiamo cercato di leggere la rioccupazione come frutto di un'agglomerazione di alcune famiglie rurali che iniziarono a spostarsi in una nuova sede, rispetto al sottostante municipium, una sede che nella diacronia, senza ombra di dubbio, risulterà un sito di successo.

             La cima del colle di Sant'Aldebrando, già sospettata dalla storiografia di aver ospitato la -Fossombrone altomedievale-, è occupata oggi dall'omonima chiesa e dall'estesa fortezza tardo-quattrocentesca. Per dirimere la questione "villaggio" non restano sgombre molte aree su cui intervenire, posta la presenza degli edifici bassomedievali. L'ampia corte aperta che circonda i lati ovest, sud ed est della fortezza ci era parsa un ottimo compromesso.

             Si è indagata, ad oggi, l'area a ovest, ma lo scavo continuerà perimetralmente attorno alla struttura fortificata. I saggi hanno dimostrato come (già nel primo caso d'intervento e ci auspichiamo non sia stata una fortunata coincidenza) siano rinvenibili contesti caratterizzati da capanne databili, sicuramente, ai secoli altomedievali.

             Un paio di capanne non bastano per attestare un abitato, ne siamo perfettamente consci, tanto che per ora non è possibile distinguere se si trattasse di una casa-podere, quanto piuttosto della zona periferica di un villaggio che poteva invece sorgere al di sotto dell'attuale fortezza.

             Resta da valutare, sperando non sia andato del tutto perso l'accumulo stratigrafico, l'eventuale presenza di altre strutture in materiale deperibile oltre il lato est della fortezza, e la reale potenzialità di quel sito, dopo gli interventi massicci che l'hanno interessato in età bassomedievale e, purtroppo, contemporanea. Certo è che se in quel luogo, come riteniamo, fu presente la Fossombrone altomedievale caratterizzata dalla monumentalità della cattedrale, ma anche da edifici in materiale deperibile, la città ebbe il suo fulcro proprio nel punto in cui non possiamo operare indagini, al di sotto della fortezza tardo-quatrocentesca. 

pdf    Da Forum Sempronii a Fossombrone_VII congresso archeologia medievale